Malattia di Parkinson

Nel mondo ci sono 4 milioni di persone colpite dalla malattia di Parkinson (di cui 800mila in Europa) e ciò la rende la malattia più diffusa come disturbo del movimento, la seconda (dopo la malattia di Alzheimer) come patologia neurodegenerativa e la quarta come malattia neurologica.

In Italia, la prevalenza é di 108-257 casi per 100mila persone, ma tenendo conto solo degli over 60 i casi aumentano a 550. Sulla base di questi dati, è evidente che l’incidenza aumenta con l’età e di conseguenza il numero di persone con malattia di Parkinson è destinato a raddoppiare nei prossimi 25 anni.

La durata media della malattia è di 14-15 anni e la progressione sintomatica non è lineare: inizialmente è più rapida, mentre negli anni successivi rallenta.

Fattori di rischio

I fattori di rischio rilevati dalle ricerche fino a questo momento sono: età avanzata, sesso maschile (ogni 10 donne con malattia di Parkinson vi sono 12-15 uomini), storia familiare (coloro che hanno un familiare di primo grado con questa patologia sono esposti ad un rischio doppio di svilupparla), fattori di rischio legati all’ambiente. Infatti, alcune ricerche hanno riportato che l’esposizione a tossine, metalli pesanti e pesticidi aumentano il rischio di ammalarsi.

Altre ricerche hanno evidenziato l’esistenza di fattori di protezione quali: consumo di caffeina e l’abitudine al fumo. Attualmente, questi dati non sono stati ancora spiegati in termine biologici, anche se è noto che sia la nicotina che la caffeina possono avere importanti azioni a livello del sistema nervoso centrale.

Sintomatologia

Sintomi motori

Tremore a riposo

Il tremore della malattia di Parkinson è un tremore a riposo, ossia che si manifesta quando gli arti sono fermi e che tende a scomparire quando la persona compie un movimento volontario. Nel 70% dei casi compare come il sintomo più precoce della malattia e, inizialmente, tende a colpire solo un lato del corpo e soprattutto a carico degli arti superiori. Questo tremore scompare durante il sonno, mentre tende a peggiorare in situazioni di ansia e agitazione.

Rigidità

La rigidità è dovuta ad un aumento del tono muscolare sia dei muscoli flessori che estensori, che favoriscono una resistenza ai movimenti passivi.

Bradicinesia e Acinesia

Consiste in un ritardo nell’inizio ed un rallentamento nella velocità di esecuzione di un programma motorio. Questo sintomo si rende evidente con una riduzione dei movimenti come l’oscillazione delle braccia durante il cammino, il gesticolare durante una conversazione e la mimica facciale. Sintomi correlati alla bradicinesia sono: la modificazione della grafia, che diventa più piccola (micrografia); la scialorrea (aumento della quantità di saliva in bocca), dovuta ad un rallentamento dei muscoli coinvolti nella deglutizione; la ridotta espressione del volto (ipomimia).

Instabilità Posturale

È un sintomo che coinvolge l'asse del corpo ed è dovuto a una riduzione dei riflessi di raddrizzamento, per cui il soggetto non è in grado di correggere spontaneamente eventuali squilibri con la conseguenza di sempre più frequenti cadute a terra.

Freezing

Per freezing si intende un blocco motorio transitorio che si manifesta con l’incapacità di iniziare o interrompere la marcia quando la persona viene distratta, attraversa passaggi stretti o deve invertire il senso di marcia. La sensazione riferita dalle persone con malattia di Parkinson è quella di avere i piedi incollati al suolo.

Sintomi non motori

La malattia di Parkinson oltre a portare le complicanze motorie già citate, comporta anche una serie di difficoltà non motorie che influenzano notevolmente la vita delle persone malate.

Disautonomie Disturbi del sonno Disturbi psichici Altre complicanze

Disautonomie

Ipotensione Ortostatica

Si manifesta con sintomi insidiosi e spesso sottovalutati come difficoltà visive, vertigini, sincopi (perdita di coscienza con cadute a terra) e sonnolenza.

Ipersalivazione

È chiamata scialorrea e indica una secrezione salivare esagerata che può essere accompagnata dalla fuoriuscita di saliva dalla bocca.

Disturbi Gastroenterologi

Le problematiche principalmente riscontrate sono la stipsi (70% dei casi) e la disfagia (10% dei casi). Inoltre, va segnalato che a causa del rallentamento dello svuotamento gastrico le persone con malattia di Parkinson possono avere una precoce sensazione di sazietà, nausea e perdita di appetito (ai quali contribuisce anche la terapia farmacologica).

Disturbi Urologici

I disturbi urologici riscontrati nella malattia di Parkinson sono: l’urgenza poco controllabile di urinare, la disuria (insistente stimolo ad urinare senza poi riuscirci), la nicturia (la tendenza ad alzarsi più volte la notte per urinare) e l’iscuria paradossi (fuoriuscita di poche gocce di urina a causa di una vescica sovradistesa ed eccessivamente piena).

Disturbi del sonno

Insonnia

L’insonnia specifica della malattia di Parkinson è caratterizzata dalla difficoltà ad addormentarsi e da continui risvegli notturni causati dalla necessità di cambiare frequentemente posizione.

Eccessiva sonnolenza diurna

Nella malattia di Parkinson questa sonnolenza inappropriata durante le ore di veglia può essere imputata a: insonnia notturna, disturbi cognitivi, terapia farmacologica dopaminergica, terapia farmacologica per ansia e depressione.

Disturbi REM - behaviour e incubi notturni

In generale, durante il sonno REM il tono muscolare è rilassato, mentre nel disturbo REM-behaviour il tono muscolare non è inibito e cosí accade che la persona interagisce a pieno con le emozioni del sogno, pur continuando a dormire. Si possono verificare cosí disturbi comportamentali caratterizzati da agitazione, movimenti bruschi, urla e aggressività. Inoltre, a causa della terapia farmacologica, durante il sonno vi è la presenza di incubi notturni che obbligano la persona al risveglio per una sensazione di soffocamento.

Sindrome delle gambe senza riposo

È una sindrome caratterizzata dalla necessità di muovere le gambe per evitare di sentire dolore. Solitamente, questi episodi si verificano nelle ore serali e soprattutto durante l’addormentamento.

Disturbi psichici

Depressione

Nella malattia di Parkinson la depressione rappresenta il disturbo psichiatrico più frequente: 22% di soggetti con malattia di parkinson sviluppano depressione minore, il 17% depressione maggiore e il 13% distimia.

Disturbi di ansia e attacchi di panico

I disturbi d’ansia accompagnano spesso la depressione nella malattia di Parkinson. L’aspetto più tipico è la presenza di crisi d’ansia e attacchi di panico nel corso di fluttuazioni motorie, soprattutto negli stati di off.

Disturbi psicotici

Disordini di tipo psicotico sono frequentemente riscontrati nella fase avanzata della malattia e comprendono: disturbi della percezione (allucinazioni e illusioni), disturbi
ideativi (deliri di persecuzione o erotomanici) e disturbi del contenuto della coscienza. Tali disturbi sono più frequenti nei soggetti con concomitanti deficit cognitivi, età d’esordio avanzata, depressione, disturbi del sonno, acinesia, disordine della motilità oculare e prevalente compromissione assiale.

Altre complicanze

Disturbi respiratori

La malattia in sè e la terapia dopaminergica determinano la comparsa di disturbi respiratori, quali: polmonite ab ingestis, riduzione degli scambi respiratori, insufficienza respiratoria acuta, infezioni polmonari e disturbo del respiro sia in veglia che durante il sonno.

Disturbi sessuali

I disturbi motori, la depressione, i farmaci e la gravità della malattia, interferiscono nella sfera sessuale causando una riduzione dell’attività sessuale, cambiamenti della libido e problemi sessuali da moderati a gravi.

Cadute

Nella malattia di Parkinson le cadute sono la causa più frequente di comorbilità acuta e sono dovute all’instabilità posturale e al fenomeno del freezing.

Dolori

Numerosi studi confermano che il dolore rappresenta un aspetto importante della malattia di Parkinson, manifestato da circa il 40% dei soggetti.

Deficit Neuropsicologici

Gli studi condotti negli ultimi anni hanno evidenziato il fatto che, oltre all’importante deficit motorio, il decorso della malattia di Parkinson sia caratterizzato anche dalla presenza di alterazioni della sfera cognitiva. Una delle questioni dibattute nella comunità scientifica è la presenza o meno di demenza nel quadro della malattia. Alcune casistiche attendibili indicano una prevalenza di decadimento cognitivo nel 30% circa dei soggetti con malattia di Parkinson. Al momento, non è possibile stabilire con certezza la natura del legame tra questa malattia e lo sviluppo di un quadro dementigeno.

Quello che però si è valutato è il profilo clinico tipico della demenza nella malattia di Parkinson, ossia una sindrome disesecutiva progressiva ad esordio insidioso con compromissione dell’attenzione, della fluenza verbale, delle capacità di pianificazione, rallentamento ideomotorio, modificazioni della personalità e disturbi del comportamento, quali ansia, depressione, apatia e allucinazioni.

La diagnosi neuropsicologica è fondamentale nella valutazione clinica dei soggetti con malattia di Parkinson. Infatti, un esame approfondito delle funzioni cognitive consente di distinguere tra deficit neuropsicologici isolati o una vera e propria demenza.

  • Funzioni Esecutive
    Nei soggetti con malattia di Parkinson la compromissione delle funzioni cognitive è generalmente il deficit cognitivo dominante, anche nelle fasi iniziali della patologia. Risultano essere particolarmente deficitari: le abilità di pianificazione e organizzazione, il controllo inibitorio, la flessibilità cognitiva e tutte le componenti dell’attenzione.
  • Linguaggio
    Per quanto riguarda il linguaggio orale si riscontra una ridotta fluenza verbale. Tale deficit sembra essere però dovuto ad una ridotta capacità di generare delle strategie e quindi a carico delle funzioni esecutive. A livello, invece, del linguaggio scritto, si manifesta la micrografia, ossia la persona con malattia di Parkinson scrive via via sempre più piccolo. Tale disturbo sembra essere causato alle disfunzioni motorie, quali la rigidità.
  • Funzioni Visuo - Spaziali
    Nelle persone con malattia di Parkinson si registrano difficoltà nelle abilità visuo-spaziali e di elaborazione visuo-percettiva che si manifestano con difficoltà nella copia di disegni e nell’alterazione della disposizione spaziale delle parole nella scrittura.
  • Aprassie
    Dagli studi emerge che molte persone con malattia di Parkinson manifestano anche un’aprassia degli arti bilaterale di tipo ideomotoria. I soggetti commettono principalmente errori spaziali come l’utilizzo di parti del corpo come oggetti, errori di movimento e di traiettoria. Questo pattern suggerisce un’importante disfunzione al sistema del lobo frontale oppure un deficit a carico dei gangli della base con un coinvolgimento delle vie cortico-striatali che li collegano alla corteccia parietale e frontale.
  • Memoria
    Nei soggetti con malattia di Parkinson spesso si riscontrano dei deficit a carico della memoria a lungo termine, in particolare per quanto riguarda la rievocazione libera, in cui le capacità mnesiche sono testate attraverso il richiamo libero dell’informazione studiata e in quei compiti in cui il successo è condizionato dall’utilizzo di efficaci strategie sia nella fase di codifica che di recupero. Mentre i risultati migliorano nei compiti di riconoscimento, nei quali si riduce la necessità di utilizzare delle strategie di codifica. Questi risultati indicano che nelle persone con malattia di Parkinson le capacità di immagazzinamento e consolidamento dell’informazione che dipendono principalmente dai lobi temporali sono conservate; mentre i meccanismi di codifica e di recupero, maggiormente dipendenti dai lobi frontali, sono deficitari.

Il Servizio di BrainActive per il Parkinson

  • Valutazione neuropsicologica ed emotivo-comportamentale
  • Colloqui di sostegno psicologico per affrontare le problematiche legate alla malattia
  • Colloqui di sostegno ai familiari per affrontare le problematiche legate alla malattia
  • Gruppi di auto mutuo-aiuto per familiari e badanti al fine di prevenire la sindrome del burn-out
  • Programma di stimolazione delle funzioni cognitive deficitarie sia individuale che in piccoli gruppi omogenei
  • Gruppi di auto mutuo-aiuto per le persone con malattia di Parkinson
  • Incontri di formazione/informazione per familiari o badanti per  promuovere la conoscenza al fine di riuscire a gestire al meglio anche i disturbi emotivo-comportamentali
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