Terza età

La nostra vita può essere raffigurata come una linea continua che dalla nascita si estende verso il futuro e non è facile suddividere questa linea in fasi.

Ancora meno facile è stabilire il momento in cui un uomo è da considerarsi anziano!

Solitamente con i 65 anni si arriva alla cosidetta terza età, ma è puramente indicativo perchè con l’allungarsi della vita media è stato necessario introdurre anche i concetti di quarta e quinta età.

Quali cambiamenti porta l’invecchiamento

  • Cambiamenti fisici
  • Cambiamenti sociali
  • Cambiamenti affettivi e motivazionali
  • Cambiamenti cognitivi

Il servizio di BrainActive per la terza età

Attualmente nei paesi avanzati c’è una visione negativa della vecchiaia legata all’inutilità e alla debolezza. Questi pregiudizi favoriscono l’aspettativa che le proprie capacità decadano con gli anni rendendoci così realmente deboli ed inefficienti (meccanismo psicologico della profezia che si autoavvera). Per questo è importante avere una visione differenziata della vecchiaia che tenga conto delle diverse modalità di invecchiamento.

Invecchiamento positivo

Il concetto di invecchiamento positivo è una combinazione di fattori che vanno però mantenuti, stimolati, coltivati. Promuovere e riuscire ad invecchiare in modo positivo non solo aiuta la qualità della vita delle persone anziane ma anche le loro famglie e l’intera società.

  • Condizione fisica
  • Condizione psicologica/cognitiva
  • Condizione sociale
  • Attività tempo libero
  • Sostegno psicologico per affrontare i cambiamenti fisici, sociali e cognitivi che avvengono nel corso della vita.
  • Programmi di potenziamento cognitivo (individuali o di gruppo) per migliorare o mantenere al meglio le proprie funzioni cognitive al fine di favorire un invecchiamento positivo.
  • Valutazione dell’idoneità alla guida attraverso la misurazione delle funzioni cognitive abbinata alla prova su simulatore.
  • Valutazione dello stato psicologico e rilevazione di eventuali problematiche depressive.

I cambiamenti fisici

Invecchiamento apparato corporei

Il sistema nervoso

Il cervello diminuisce leggermente di volume; diminuiscono le sinapsi corticali; si formano le placche senili sulla corteccia cerebrale; si formano le degenerazioni neurofibrillari nei neuroni; diminuisce la plasticità del funzionamento cerebrale; diminuisce il numero di neuroni e la velocità di trasmissione degli impulsi.

Gli altri apparati

In generale diminuisce l’efficienza e la plasticità dei singoli organi, aumenta la degenerazione dei tessuti.

Mutamenti del proprio aspetto fisico e la loro percezione

I cambiamenti fisici come i capelli bianchi, la perdita di elasticità della pelle, la comparsa di rughe profonde, ecc… possono avere ripercussioni dal punto di vista psicologico, sopratutto nelle donne. Si può verificare anche una discrepanza tra lo stato oggettivo del nostro corpo e l’immagine soggettiva che l’individuo percepisce.

Cambiamenti nella sfera sessuale

Il modo di vivere la sessualità è strettamente connesso alla percezione che si ha del proprio corpo, non ai cambiamenti biologici in sè.

I cambiamenti sociali

Sfera familiare

I figli lasciano la casa, accettazione di un rapporto paritario tra genitori/figli, reinvestimento nella relazione di coppia, diventare nonni, sostegno ai figli, richiesta di aiuto, perdita del coniuge, comparsa di malattie.

Sfera lavorativa

Il pensionamento può costituire un evento stressante e determinare cambiamenti negativi nelle persone. Naturalmente, occorre fare distinzioni in base a: genere (uomo/donna), tipologia di lavoro, status (se si riesce a mantenere o meno lo stesso tenore di vita) e di contesto (se si hanno o meno attività alternative da svolgere).

I cambiamenti emotivi

Secondo la teoria selettiva socio-emotiva (Carstensen, 2006) le emozioni sono dei processi psicologici centrali la cui regolazione all’aumentare dell’età diventa più sofisticata poichè cambiano gli obbiettivi che gli anziani si prefiggono. Si privilegiano emozioni positive e si minimizzano quelle negative. Queste modifiche sono dovute alla maggior esperienza che gli individui hanno acquisito con l’età e dalla consapevolezza che il tempo che resta è breve. Secondo tale teoria la ristretta rete sociale degli anziani viene interpretata non in termini di disimpegno ma come selezione di quelle relazioni - selettività sociale - che sono importanti, gratificanti, significative e che li ricompensino emotivamente rispetto a quelle superficiali.

I cambiamenti cognitivi

I cambiamenti cognitivi sono in gran parte dovuti a quelli biologici, infatti, nell’invecchiamento si assiste ad un problema generale di rallentamento della velocità di elaborazione, che influisce sia sui processi sensitivi e percettivi, sia su quelli decisionali, sia sulla attenzione e, nella memoria, sia sulla fase di codifica sia su quella di recupero.

Sensazioni e invecchiamento

Durante la fase di invecchiamento, le capacità sensoriali e le relative soglie percettive (legate ad una prima elaborazione dello stimolo “sentito”) cambiano.

  • Funzione visiva
    Innalzamento della soglia visiva in condizioni di scarsa luminosità, maggiori tempi di reazione all’oscurità, campo visivo ristretto, peggiore acuità visiva dinamica. Maggiore sensibilità alle illusioni ottiche. Maggiore lentezza nel disambiguare figure ambigue. Maggiore dipendenza dal campo. Tendenza a focalizzarsi sul particolare. Maggiore lentezza nell’identificazione di oggetti, soprattutto se in movimento.
  • Funzione uditiva
    Presbiacusia. Difficoltà a decodificare stimoli ravvicinati, probabilmente a causa di una maggiore lentezza dell’elaborazione dello stimolo. Difficoltà all’ascolto in ambienti rumorosi.
  • Funzione gustativa e olfattiva
    Connessi nella percezione soggettiva ed importanti nell’alimentazione. Diminuiscono, in seguito a cambiamenti biologici dei rispettivi sistemi, sia le sensazioni gustative che quelle olfattive.
  • Funzione tattile
    Con l’avanzare dell’età l’epidermide va incontro ad un generale assottigliamento e un lieve indurimento che contribuisce alla diminuzione dell’elasticità  superficiale della pelle e della sua “sensitività”.

Intelligenza e invecchiamento

Dai risultati di numerose ricerche emerge che l’intelligenza fluida decresce con l’età, mentre l’intelligenza cristallizzata aumenta. Tali risultati sono spiegati dal fatto che l’intelligenza fluida risente dello stato neurologico dell’individuo infatti viene misurata attraverso compiti che richiedono la capacità di formare concetti, ragionare, procedere per astratto e risolvere problemi nuovi.

L’intelligenza cristallizzata viene misurata invece con prove di definizione di vocaboli, di informazioni acquisite, di giudizi sociali basati sull’esperienza ed è quindi il risultato dell’apprendimento cumulativo e sistematico realizzato grazie alla scolarizzazione e ai processi di acquisizione di informazioni svolti durante il corso della vita.

Nell'anziano è importante sottolineare come vi siano due dimensioni di energia mentale che lo rendono migliore rispetto all'adulto: l'expertise professionale (cumulo di conoscenza ricavata dal lavoro) e la saggezza. Per saggezza intendiamo una conoscenza acquisita dall'esperienza ma che si differenzia dall'intelligenza cristallizzata perché è a un livello più profondo e riguarda i problemi più importanti della vita. La saggezza è un insieme di conoscenze sul significato e le finalità della vita, sulle sue limitazioni, sulle possibilità di adattamento.

Attenzione e invecchiamento

L'attenzione è la funzione che ci permette di filtrare e organizzare le informazioni provenienti dall'ambiente esterno allo scopo di emettere risposte adeguate. Anche l'attenzione è un costrutto multidimensionale che conduce a studiare e differenziare aspetti particolari, quali attenzione selettiva, attenzione sostenuta, attenzione focalizzata, attenzione divisa.

  • Attenzione selettiva
  • Attenzione Sostenuta
  • Attenzione Focalizzata
  • Attenzione Divisa

Viene utilizzata quando si ha bisogno di filtrare e selezionare le informazioni necessarie per raggiungere lo scopo prefissato. L'attenzione selettiva può utilizzare i diversi canali sensoriali: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Dalle ricerche è emerso che le prestazioni degli anziani in questi compiti di ricerca visiva variano a seconda della facilità di riconoscere lo stimolo target dai distrattori. Infatti, quando vi è una sola e semplice caratteristica per distinguere target e distrattori le differenze tra giovani e anziani sono minime, ma quando il target possiede più di una caratteristica, alcune condivise con i distrattori, le prestazioni degli anziani risultano deficitarie.

Memoria e invecchiamento

Una frase che spesso si sente dire dagli anziani è “la mia memoria non è più quella di una volta”: ma cosa intendiamo per memoria?

La ricerca ha dimostrato che esistono diversi tipi di memoria e che non tutti declinano con il passare degli anni. La distinzione più importante da fare è tra memoria a breve termine e memoria a lungo termine.

Memoria a breve termine

E’ il processo attivo che tiene le informazioni a mente in un dato momento. Al suo interno si suddivide tra span di memoria e working memory.

Memoria a lungo termine

Rappresenta un archivio con tutte le informazioni apprese durante il corso della vita. Al suo interno è possibile distinguere le sottocomponenti: memoria procedurale, semantica ed episodica

  • Span di memoria
  • Working memory

Dalle ricerche è emerso che le differenze per età sono lievi per quanto riguarda lo span, mentre sono più forti e significative per la working memory.

  • Memoria procedurale
  • Memoria semantica
  • Memoria episodica

Dagli studi scientifici è emerso che la memoria procedurale e la memoria semantica non sono influenzate dall’aumento dell’età; la memoria episodica invece inizia il suo declino già dopo i 30 - 40 anni e nell’anziano risulta evidente la difficoltà di collocare il ricordo nel tempo e nello spazio.

Linguaggio e invecchiamento

Quando parliamo di linguaggio ci riferiamo sia alla produzione linguistica che alla comprensione. Comprendere un discorso sembra non richiedere troppa fatica, ma in realtà le operazioni che dobbiamo fare sono molto complesse.

COMPRENSIONE
Da varie ricerche è emerso che quando l’anziano si trova di fronte a frasi brevi, con una sintassi semplice, ha una buona comprensione e un buon ricordo. Al contrario, quando il discorso diventa complesso, con frasi lunghe e una sintassi difficile, le persone anziane hanno difficoltà di comprensione. Gli studi hanno poi evidenziato l’importanza anche della velocità del discorso: se si rallenta la presentazione di un brano la comprensione migliora. Questo probabilmente è dovuto al rallentamento generale nelle operazioni di elaborazione. Da tenere bene a mente anche l’importanza della ridotta capacità uditiva.

PRODUZIONE
Per quanto riguarda la produzione, un fenomeno che diventa frequente con il passare degli anni è l’anomia (fenomeno sulla punta della lingua), che consiste nella difficoltà a recuperare parole utili durante una conversazione. Altre caratteristiche della produzione verbale degli anziani sono: la difficoltà a mantenere il filo del discorso e il non tenere in considerazione le conoscenze condivise dall’interlucutore. Con queste caratteristiche lo stile del discorso diventa prolisso e pieno di ripetizioni.

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