Traumi Cranici

Modalità di intervento Brainactive

BrainActive per i traumi cranici

In Italia, ogni anno, vengono ricoverati per trauma cranico 250 pazienti ogni 100.000 abitanti con una mortalità di 17 casi per 100.000 abitanti per anno.

Il trauma nei Paesi occidentali è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori e la prima causa nella popolazione al di sotto dei 45 anni e, poiché interessa prevalentemente le fasce di popolazione attiva, costituisce un enorme costo sociale.

Inoltre in molti traumatizzati residuano condizioni invalidanti che aggravano ulteriormente le sequele negative sia sul piano umano che economico per il paziente e i suoi familiari con notevoli costi sociali.

Trauma cranico encefalico

Il trauma cranico encefalico è causato da un colpo di forza tale da provocare un danno al cervello che tecnicamente rientra tra le gravi cerebrolesioni acquisite. Le conseguenze del trauma cranico encefalico variano a seconda della gravità del colpo subito e cambiano da persona a persona.

 A seconda del caso possono emergere:

  • Problemi Motori
    ad esempio problematiche nel cammino, nell’equilibrio, nei gesti della vita quotidiana come mangiare, lavarsi, vestirsi ecc...
  • Disturbi Cognitivi
    ad esempio disturbi della memoria, dell’attenzione, del linguaggio e della consapevolezza ecc...
  • Disturbi Comportamentali
    ad esempio agitazione, aggressività, apatia, depressione, ansia ecc…

La sintomatologia cognitiva, comportamentale e motoria è causata, non solo dal danno diretto esercitato sul cranio, ma anche dai frequenti danni secondari prodotti dalle possibili complicanze (ipossia, ipertensione endocranica, stiramento assonale, ecc).

Le aree cerebrali maggiormente e più frequentemente colpite sono i lobi frontali e i lobi temporali, specie nelle loro zone basali e la sostanza bianca sottocorticale.

Sulla base di questo coinvolgimento i disturbi cognitivo-comportamentali più diffusi in seguito al trauma cranico riguardano attenzione, memoria, comportamento, affettività, capacità di elaborazione delle informazioni, programmazione ed esecuzione di azioni finalizzate.

Il trauma cranico può essere distinto in due tipologie sulla base della gravità: trauma cranico lieve e trauma cranico grave.

Si definisce Trauma Cranico Lieve quando si manifesta con almeno uno dei seguenti segni: perdita di coscienza di 30 minuti o minore, Glasgow Coma Scale 13-15 punti,
amnesia post traumatica minore di 24 ore.

All’interno dei traumi cranici lievi possiamo avere forme puramente psicogene e altre invece che sono il risultato di un chiaro danno cerebrale. In tutti i casi è emerso che il traumatizzato cranico riferisce difficoltà nella vita quotidiana.

Emergono infatti sintomi di tipo neurosomatico (cefalea, vertigini, insonnia), emotivocomportamentali (irritabilità, abilita emotiva, depressione, calo della libido) e cognitivo (difficoltà di concentrazione, smemoratezza). Tutta questa sintomatologia può anche essere in disaccordo con i reperti obiettivi che risultano negativi (sindrome soggettiva da trauma cranico).

Studi focalizzati sul reinserimento socio-lavorativo dei soggetti che hanno subito un trauma cranico lieve hanno evidenziato che la maggior parte dei soggetti non è in grado di ritornare al proprio lavoro in tempi brevi, a causa dei sintomi invalidanti e che il rendimento, in caso di ripresa lavorativa, è comunque inferiore all’epoca premorbosa.

Trauma Cranico Grave

Il Trauma Cranico Moderato e Trauma Cranico Grave vengono definiti così sempre sulla base del punteggio ottenuto alla Glasgow Coma Scale, rispettivamente di 9-13 punti per il Trauma cranico moderato e inferiore a 8 per il Trauma cranico grave.

Come già accennato le aree che vengono principalmente colpite sono le aree frontali, temporali, le loro zone basali e la sostanza bianca sottocorticale. Lesioni alle aree frontali possono portare una serie di sindromi frontali caratterizzate da differenti disturbi.

Disturbi conseguenti ad un trauma cranico

  • Disturbi del comportamento
  • Disturbi delle funzioni esecutive
  • Disturbi attentivi
  • Disturbi di memoria
  • Disturbi del linguaggio

Disturbi del comportamento

Il traumatizzato può essere apatico, inerte, senza motivazioni, distraibile, dipendente dall’ambiente e dal proprio nucleo familiare, inconsapevole delle proprie difficoltà. Oppure può mostrarsi irascibile, disinibito, aggressivo, iperattivo ma senza finalità.

Disturbi delle funzioni esecutive

Il traumatizzato ha difficoltà ad analizzare gli aspetti di un problema, nella pianificazione e realizzazione di un ragionamento e nella capacità di trarre conclusioni. Vi è una perdita di creatività, con una conseguente tendenza a perseverare dovuta ad una incapacità di adattarsi ai mutamenti.

Disturbi attentivi

La persona è facilmente distraibile ed analizza le informazioni e il contesto in modo superficiale. Spesso non è in grado di filtrare o inibire le interferenze dovute a stimoli  ambientali non pertinenti. Inoltre, avendo un livello di attenzione sostenuta deficitario non è in grado di distribuire l’attenzione nell’ambito di situazioni complesse, perdendo così la sequenza del ragionamento.

Disturbi di memoria

Un deficit ai lobi frontali determina una difficoltà nelle funzioni attentive che si ripercuote anche sulla memoria. Infatti, non avendo strategie e metodi per apprendere e non  riuscendo ad inibire le interferenze, i traumatizzati hanno difficoltà nel memorizzare e rievocare delle specifiche informazioni.

Disturbi del linguaggio

A livello del linguaggio, un danno frontale si ripercuote su due fronti.
Per quanto riguarda il comportamento comunicativo, la persona non è in grado di organizzare il discorso e la sua impostazione in base alla tipologia di interazione  interpersonale. Ossia si manifesta un carente rispetto delle convenzioni, regole e consuetudini linguistiche (ad esempio, alternanza dei turni, il dare del Lei a persone sconosciute, ecc).
Per quanto riguarda l’ideazione e la formulazione del discorso, il traumatizzato se inerte utilizza frasi brevi, concrete, ripetitive e scarsamente informative; se disinibito, è logorroico, inopportuno, non aderente al contesto.

1 2 3

Modalità di intervento BrainActive

  • INFORMAZIONE
    per prevenire reazioni emotive eccessive ed incertezze, è necessario fornire al paziente spiegazioni esaurienti sulla natura dei sintomi da lui riportati, rassicurandolo sulla normalità di questi.
  • EDUCAZIONE
    il paziente va educato e orientato nella gestione del comportamento da mantenere. Infatti, le capacità premorbose saranno riacquisite lentamente ed è  fondamentale che la persona sia guidata a intraprendere le attività in maniera graduale.
  • SUPPORTO
    è necessario un sostegno psicologico che aiuti a risolvere il conflitto tra le aspettative e le capacità attuali. In altre parole, il traumatizzato va aiutato a scegliere gli obiettivi sulla base delle sue capacità attuali e non su quelle precedenti all’incidente che sarebbero causa di frustrazioni.
  • RIABILITAZIONE COGNITIVA
    successivamente ad una valutazione neuropsicologica completa verrà formulato un programma di riabilitazione costituito da una serie di esercitazioni mirate a migliorare le abilità cognitive che sono state danneggiate dall’evento traumatico.
  • INCONTRI CON I FAMILIARI
    il reinserimento familiare di un traumatizzato può risultare molto difficile. Infatti, i cambiamenti emotivocomportamentali risultato molto pesanti da affrontare per la famiglia che non riconosce più il carattere del proprio caro. Coinvolgere tutto il nucleo famigliare è utile per affrontare insieme il percorso riabilitativo e per suggerire gli atteggiamenti più opportuni.
  • REINSERIMENTO SOCIO - LAVORATIVO
    sulla base dei progressi del traumatizzato, l’obiettivo finale è quello di dare nuovamente un senso alla vita della persona rendendolo così utile a livello socio-lavorativo. Attraverso una serie di valutazioni si indirizzerà la persona verso una posizione professionale adeguata alle sue capacità. L’inserimento lavorativo sará monitorato nel tempo attraverso una fase di accompagnamento e, successivamente, una fase di supporto alle difficoltà che la persona può incontrare.

Una corretta informazione sulle conseguenze del trauma cranico encefalico aiuta la vittima e i suoi familiari a riconoscere queste difficoltà e li aiuta a trovare le strategie per affrontarle, senza essere travolti da situazioni nuove, insolite e anche dolorose dal punto di vista emotivo, relazionale e comportamentale.

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Accettando questa informativa dai il consenso al loro utilizzo. OK Voglio saperne di più